GDPR anche in Italia

Aggiornato il: 7 set 2018

Nella Gazzetta Ufficiale n.205 - Serie Generale - del 4 settembre 2018, è stato pubblicato il testo del Decreto legislativo n.101, il quale entrerà pienamente in vigore il prossimo 19 settembre. Si tratta dell'atteso decreto "attuativo" del regolamento n. 679/2016 (GDPR), con il quale l'italia ha conformato il proprio ordinamento interno alle note norme europee, peraltro già direttamente applicabili a partire dal 25 maggio scorso.


Con il decreto in questione, il legislatore Italiano è intervenuto sul previgente codice della Privacy di cui al D.lgs. 196 del 2003. Lo ha fatto, però, senza disporne la (seppur annunciata) totale abrogazione, scegliendo la strada della novellazione, così limitandosi ad integrare il GDPR per le parti che l'UE consente agli Stati membri di disciplinare.


L'introduzione formale dei contenuti del GDPR in un atto normativo dello Stato, peraltro nella stessa fonte che ha disciplinato per 15 anni il tema del trattamento dei dati personali, lascia intendere la volontà del legislatore - fortemente sollecitato dall'Unione Europea - di vedere applicate le norme in questione senza ritardi, in modo coordinato con il GDPR, al pari di ogni altro provvedimento normativo nazionale.


Con la pubblicazione del D.lgs 101/2018 può dirsi quindi completata la rivoluzione legislativa sul piano della privacy; e altresì confermata la necessità, per tutti i soggetti che operano trattamenti di dati personali, di adeguarsi alle disposizioni europee (e, dal 4 settembre scorso, Italiane).


Ciò, soprattutto in considerazione dell'innalzamento della tutela penale del diritto alla protezione dei dati personali e del potenziato contrasto a qualsiasi attività di trattamento illecito dei dati. Se, da un lato, si è prevista una certa gradualità nell'applicazione delle sanzioni nel corso dei primi otto mesi di vigenza del decreto, dall'altro il legislatore italiano ha confermato le molte fattispecie incriminatrici già previste dal codice della Privacy, inasprendone il contenuto sanzionatorio attraverso l'introduzione di nuovi reati, i quali vanno ad affiancarsi alle già severe sanzioni amministrative previste dal regolamento.


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