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FAQ
sul Bilancio 2026 e Iper Ammortamento

I punti chiave dell’intervento di Marco Belardi, con risposte operative per le imprese

È possibile procedere con la consegna e la fatturazione di un bene nel 2026 anche se il portale GSE non è ancora attivo?

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Sì, è possibile procedere. La data di effettuazione dell'investimento si basa sulle regole generali di competenza (consegna o spedizione per i beni mobili, come previsto dall'art. 109 del TUIR) e non è legata alla data di emanazione del provvedimento attuativo. Gli adempimenti formali, come le comunicazioni preventive e consuntive al GSE, verranno eseguiti non appena i modelli e il portale saranno operativi.

Un investimento con acconto versato nel 2025 e saldo nel 2026 può rientrare nel nuovo iper-ammortamento?

 

Per il principio della competenza della consegna e effettuazione dell'investimento, Art 109 del TUIR, ma dobbiamo attendere Decreto attuativo

Quali riferimenti normativi vanno indicati in fattura in attesa del decreto attuativo?

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Sebbene si attendano istruzioni ufficiali, le fonti suggeriscono di citare i riferimenti della Legge di Bilancio 2026: "Commi 427-436 Legge Bilancio 2026". È fondamentale che le fatture e i documenti di trasporto riportino il riferimento alla disposizione agevolativa per evitare la decadenza dal beneficio.

Come si calcola il beneficio in caso di cumulo con altre agevolazioni (es. ZES Unica o ZLS)?

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L'iper-ammortamento è cumulabile con altre agevolazioni (nazionali o europee) sugli stessi costi, a condizione che il sostegno totale non superi il costo sostenuto. Ai fini del calcolo, la base su cui applicare la maggiorazione dell'iper-ammortamento deve essere assunta al netto di eventuali altri contributi o sovvenzioni ricevuti per lo stesso bene. Si parla di nettizzazione.

La presentazione della comunicazione preventiva si configura come "agevolazione richiesta" ai fini del cumulo?

 

Le fonti indicano che l'accesso al beneficio è condizionato all'esecuzione di formalità di monitoraggio (comunicazioni preventive e consuntive). Sebbene non sia esplicitato se la sola preventiva basti a definire l'agevolazione come "richiesta", la procedura prevede che la comunicazione preventiva indichi l'ammontare degli investimenti per "prenotare" le risorse.

Il "revamping" di macchine utensili rientra nella nuova normativa?

 

Sì, il revamping è ammesso, ma l'agevolazione si applica limitatamente ai soli componenti nuovi (es. motori, inverter, CNC) che rientrano negli elenchi degli Allegati IV e V.

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Le reti LAN e gli apparati in sala server possono essere agevolati?

 

Sì, se sono al servizio del processo produttivo. Il nuovo Allegato IV introduce il "Gruppo 4" dedicato specificamente alle infrastrutture digitali, cybersecurity e sistemi di calcolo per l'intelligenza artificiale industriale. Restano esclusi i beni "consumer" come PC o tablet generici.

​​Gli investimenti in fonti di energia rinnovabile (FER) richiedono l'interconnessione e la perizia?

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Sì. La documentazione tecnica, inclusa la perizia asseverata, è estesa anche ai requisiti degli impianti FER. Inoltre, per gli impianti fotovoltaici, sono ammessi solo moduli ad alta efficienza prodotti nell'UE/SEE.

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Esistono vincoli di autoconsumo per l'energia prodotta?

 

Sì. L'impianto deve essere dimensionato per una producibilità massima non superiore al 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva (calcolato sui consumi dell'esercizio precedente). Inoltre, il 100% dell'energia deve essere destinata all'autoconsumo di processo, essendo vietata la cessione in rete.

Un'impresa edile che costruisce un macchinario "in economia" per la propria produzione può accedere al beneficio?

 

Sì, l'agevolazione è rivolta a tutti i titolari di reddito d'impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive in Italia. Per i beni prodotti internamente, la maggiorazione si applicherà ai costi di produzione sostenuti.

Dove si possono consultare i nuovi elenchi dei beni agevolabili?

 

I nuovi elenchi sono denominati Allegato IV (per i beni materiali, che sostituisce l'Allegato A) e Allegato V (per i beni immateriali, che sostituisce l'Allegato B) della Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

È confermato l'obbligo del "Made in UE"?

 

Attualmente la legge prevede che i beni debbano essere prodotti in stati UE o SEE. Tuttavia, fonti ministeriali hanno indicato che il Governo sta valutando l'eliminazione di questa clausola per evitare distorsioni di mercato; si consiglia di attendere conferme definitive prima di ordinare beni extra-UE.

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