Bando Ri.Circo.Lo. Filiere Prioritarie: fino a 1,5 milioni per chi investe in economia circolare
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Estrusori, coestrusori, compounder, linee di riciclo: se la tua azienda sta valutando un investimento su questo tipo di macchinari, il Bando ri.circo.lo Filiere Prioritarie di Regione Lombardia può ridurre in modo sostanziale il costo dell'operazione.
Non si tratta di un incentivo generico "per chi acquista macchinari": è una misura costruita attorno al risultato ambientale del progetto, e questo cambia il modo in cui va impostata la domanda.
Di cosa si tratta
Il Bando ri.circo.lo è promosso dalla Direzione Generale Ambiente e Clima di Regione Lombardia, con una dotazione complessiva di 7.000.000 di euro.
Sostiene progetti di simbiosi industriale, prevenzione dei rifiuti, riciclaggio e valorizzazione dei materiali nelle filiere prioritarie: plastiche, gomme, materiali polimerici, tessile, AEE/RAEE, batterie e accumulatori, recupero del fosforo e di altre materie prime critiche.
Possono partecipare le PMI, incluse start-up e PMI innovative, in forma singola o in aggregazione (in aggregazione possono partecipare anche soggetti non PMI, che però non ricevono contributo).
Condizioni di base: impresa regolarmente costituita e attiva nel Registro Imprese, sede operativa in Lombardia, nessuna causa di esclusione o stato di impresa in difficoltà.
Il punto che fa la differenza: tre regimi di aiuto
Qui il Bando Ri.circo.lo si discosta dallo schema classico "percentuale fissa per tutti".
Il beneficiario può scegliere tra tre regimi alternativi, e la scelta incide direttamente su quanto si ottiene e su cosa serve per presentare la domanda:
De Minimis (Reg. UE 2023/2831): contributo al 60% per le piccole imprese e al 50% per le medie, fino a 300.000 euro nel triennio mobile, nel limite del plafond residuo dell'impresa. È la via più rapida, ma il tetto è basso.
GBER art. 47 – aiuti all'economia circolare: stesse percentuali (60%/50%), ma con un tetto molto più alto, 1.500.000 euro per progetto. Richiede però una perizia tecnica asseverata che dimostri il costo supplementare rispetto a uno scenario controfattuale meno sostenibile: un passaggio tecnico che va preparato correttamente, perché è la base su cui viene riconosciuto il contributo maggiorato.
GBER art. 17 – aiuti agli investimenti PMI: percentuali più contenute (20%/10%), massimale 1.500.000 euro, adatto quando l'investimento configura un nuovo stabilimento, un ampliamento o un cambiamento sostanziale del processo produttivo.
In tutti i casi, le spese ammissibili complessive devono essere almeno 50.000 euro.
Capire quale regime conviene, prima di presentare la domanda, è spesso ciò che determina se il progetto ottiene 300.000 euro o 1,5 milioni.
Cosa puoi effettivamente finanziare con il Bando ri.circo.lo
Le spese ammissibili coprono l'intero perimetro dell'investimento, con alcuni limiti da tenere presenti:
macchinari, impianti, automazione, attrezzature e revamping (anche di beni usati) — devono pesare almeno il 30% del totale;
hardware collegato al progetto (esclusi smartphone e tablet);
software, licenze, cloud e SaaS, fino al 5% del totale;
consulenza specializzata, prototipazione, certificazioni CE/REACH, tracciabilità del riciclato, marchi e brevetti, fino al 20% (esclusa la perizia asseverata dell'art. 47, che è un costo a parte);
opere murarie e impiantistiche, fino al 25%;
costi indiretti forfettari al 7%, applicabili solo nei regimi De Minimis e art. 47.
Come viene valutata la domanda
La procedura è valutativa a graduatoria, con istruttoria conclusa entro 120 giorni dalla chiusura dei termini.
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