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Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026

  • 17 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 5 giorni fa


Tante persone che sono ad una fiera

Con il Decreto del Capo Dipartimento n. 262 del 18 giugno 2026, Invitalia ha aperto la seconda edizione del Fondo di Contrasto alla Deindustrializzazione 2026: 120 milioni di euro per le imprese manifatturiere di Lazio e Marche che vogliono investire in macchinari, impianti, opere, digitalizzazione o nuove unità produttive. Il dato che quasi tutti riportano è l'importo. Il dato che decide se lo ottenete o no è un altro, e arriva più avanti in questo articolo.


Si tratta di un contributo a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili, con un tetto di 300.000 € per impresa.

Sono ammissibili le spese sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028: un dettaglio importante, perché significa che investimenti già fatti nell'ultimo anno possono rientrare nel piano, non solo progetti da avviare da zero.


Chi può partecipare al Fondo Deindustrializzazione 2026

I requisiti oggettivi sono cinque, e vanno verificati tutti, basta mancarne uno per essere esclusi a prescindere dalla qualità del progetto:

  • Impresa manifatturiera con codice ATECO sezione C (classificazione 2025), anche come attività secondaria: non serve che la manifattura sia il core business dichiarato, basta che compaia tra i codici registrati;

  • Unità operativa nei Comuni ammessi e qui un punto che passa spesso inosservato: l'unità può essere esistente oppure da aprire. Un'azienda che oggi non ha una sede in quei territori, ma sta valutando di insediarne una, rientra comunque tra i potenziali beneficiari;

  • Impresa regolarmente costituita, iscritta al Registro Imprese, non in liquidazione, fallimento o concordato preventivo;

  • Regolarità contributiva e fiscale (DURC), assenza di cause ostative antimafia e di sanzioni interdittive ex d.lgs. 231/2001;

  • Un requisito meno noto ma vincolante: essere in regola con l'assicurazione obbligatoria contro i rischi catastrofali prevista dalla L. 213/2023 — molte imprese lo scoprono solo in fase di verifica documentale, quando è troppo tardi per rimediare in fretta.

C'è poi un limite che riguarda l'importo, non l'ammissibilità: il tetto di 300.000 € è un massimale de minimis, calcolato sul triennio e riferito all'"impresa unica" (Reg. UE 2831/2023).

Se l'azienda, o il gruppo a cui appartiene, ha già ricevuto altri aiuti de minimis di recente, la capienza reale disponibile può essere inferiore a quella pubblicizzata.


118 Comuni ammessi, sei bacini diversi

L'elenco dei territori ammessi (Allegato A) comprende 118 Comuni, ma la dotazione economica non è unica: è divisa in sei ambiti territoriali, ciascuno con il proprio budget separato.

MarchePiceno Consind: 30 Comuni (tra cui Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Grottammare, Offida).

Lazio — Consorzio Industriale del Lazio, articolato in cinque sub-ambiti: ex Frosinone, Roma-Latina, Sud Pontino, Lazio Meridionale (COSILAM), Rieti — per un totale di 88 Comuni, tra cui Frosinone, Latina, Roma, Cassino, Aprilia, Fondi, Sora, Rieti.


Il meccanismo che conta davvero: non è un bando a punteggio

La misura non seleziona i progetti migliori con una commissione di valutazione: assegna il contributo in base all'ordine cronologico di protocollo.

La finestra di invio dura 60 giorni, dalle 12:00 del 31 agosto alle 12:00 del 30 ottobre 2026.

Il 31 luglio è prevista inoltre l'apertura della registrazione alla piattaforma Invitalia: che permette di compilare la domanda in bozza con un mese di anticipo.

Il protocollo, quello che stabilisce la posizione in coda, viene assegnato solo all'invio, il 31 agosto alle 12:00.


Domande frequenti

La mia azienda non ha ancora una sede nei Comuni ammessi, ma vogliamo aprirne una: possiamo partecipare? 

Sì, l'Avviso ammette anche unità operative da insediare, non solo quelle esistenti.


Abbiamo già speso per macchinari nel 2024: rientra nel contributo? 

Sono ammissibili le spese sostenute dall'8 maggio 2024 al 31 dicembre 2028, quindi sì, se documentabile con i requisiti richiesti.


Se la nostra domanda è tra le prime protocollate, il contributo è garantito?

No: l'ordine cronologico determina la priorità nell'istruttoria, che comunque verifica il rispetto di tutti i requisiti. Essere primi in coda non sostituisce un progetto e una documentazione corretti.


Cosa succede se protocolliamo il 5 settembre invece che il 31 agosto?

La domanda resta valida fino al 30 ottobre, ma più si aspetta, più cresce il rischio che i fondi dell'ambito territoriale di riferimento si siano già esauriti — come accaduto nella prima edizione.


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Ricordiamo che per i contributi a partire da euro 10.000, i beneficiari hanno l’obbligo di pubblicare le informazioni concernenti e concessioni di finanziamenti pubblici erogati nell’esercizio finanziario precedente come stabilito nei commi da 125 a 129 dell'articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, così come modificata dal D.L. n. 34/2019, convertito con Legge n.58/201914.


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