Credito d’imposta R&S 2015-2019: il Consiglio di Stato esclude l’applicazione retroattiva del Manuale di Frascati
- 17 lug
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Una pronuncia di particolare rilievo interviene sul contenzioso relativo al Credito d’imposta R&S 2015-2019 svolte tra il 2015 e il 2019.
Con la sentenza n. 5627/2026, depositata il 14 luglio 2026, il Consiglio di Stato ha respinto l’appello presentato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’Agenzia delle Entrate, confermando quanto già stabilito dal TAR Lazio.
Il principio affermato è chiaro: per valutare l’ammissibilità delle attività di ricerca e sviluppo realizzate nel quinquennio 2015-2019 non possono essere applicati retroattivamente i criteri contenuti nel Manuale di Frascati, diventati vincolanti nell’ordinamento italiano soltanto a partire dal 2020.
Che cosa stabilisce la sentenza per il Credito d’imposta R&S
Secondo il Consiglio di Stato, le attività svolte tra il 2015 e il 2019 devono essere valutate esclusivamente sulla base della normativa vigente in quel periodo, in particolare:
l’articolo 3 del Decreto-legge 145/2013;
il Decreto interministeriale del 27 maggio 2015.
Non possono quindi essere utilizzati, per le annualità precedenti al 2020, i cinque criteri del Manuale di Frascati:
novità;
creatività;
incertezza;
sistematicità;
trasferibilità o riproducibilità.
Il richiamo espresso a questi criteri è stato introdotto successivamente, con la disciplina applicabile dal periodo d’imposta 2020. Proprio questo intervento normativo, secondo i giudici, conferma il carattere innovativo e non semplicemente interpretativo delle nuove disposizioni.
Perché la pronuncia è importante
Negli ultimi anni numerose imprese hanno ricevuto contestazioni relative ai crediti d’imposta maturati tra il 2015 e il 2019. In molti casi, l’Amministrazione finanziaria ha valutato i progetti applicando i criteri più restrittivi del Manuale di Frascati, anche se non erano ancora espressamente previsti dalla normativa dell’epoca.
La sentenza rafforza il principio secondo cui le attività devono essere giudicate sulla base delle regole vigenti nel momento in cui sono state realizzate.
Per il periodo 2015-2019, il concetto di innovazione poteva quindi riguardare anche prodotti, processi o procedure nuove per la singola impresa, senza richiedere necessariamente una novità assoluta rispetto allo stato dell’arte internazionale.
Quali conseguenze per le imprese
La pronuncia può avere effetti rilevanti su diversi fronti:
procedimenti di certificazione ancora in corso;
dinieghi fondati sull’applicazione retroattiva del Manuale di Frascati;
accertamenti e contenziosi tributari relativi al credito R&S 2015-2019;
valutazione della corretta qualificazione dei crediti contestati.
La decisione non produce automaticamente effetti su tutti i procedimenti e deve essere valutata in relazione al singolo caso. Rappresenta tuttavia un precedente autorevole, destinato a incidere sull’interpretazione della disciplina e sull’aggiornamento delle Linee guida ministeriali.
Che cosa dovrebbero fare le aziende
Le imprese interessate dovrebbero riesaminare la propria posizione, verificando:
le annualità oggetto di contestazione;
le motivazioni indicate negli atti ricevuti;
i criteri utilizzati per valutare i progetti;
la documentazione tecnica disponibile;
la presenza di procedimenti di certificazione, accertamenti o contenziosi pendenti.
Una documentazione tecnica completa e coerente con la normativa applicabile nel periodo di riferimento resta fondamentale per ricostruire le attività svolte e sostenere la posizione dell’impresa.
Il supporto di QSE Studio
QSE Studio affianca le imprese nell’analisi dei crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e digitalizzazione, supportandole nella verifica documentale e nella valutazione delle singole posizioni.
Ogni caso richiede un’analisi specifica, basata sulle annualità interessate, sulle caratteristiche dei progetti e sugli eventuali atti già ricevuti.
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