Credito d’imposta R&S: dal decreto Crescita arrivano la proroga e novità sui calcoli

Il credito d’imposta R&S, attualmente in vigore fino al 2020, sarà valido anche nel triennio 2021-2023. Dal 2021, inoltre, l’intensità dell’aiuto non sarà più differenziata in relazione alle tipologie di spese, ma sarà unica e pari al 25% per tutte le spese ammissibili. Cambierà anche la media di riferimento in relazione alla quale calcolare l’incremento agevolabile: a decorrere dal 2021, la media dovrà essere calcolata sul triennio 2016-2018.


Quali sono gli impatti per le imprese?


Le novità alla disciplina dell’incentivo, attualmente in vigore fino al 2020, sono previste dal decreto Crescita approvato, salvo intese, dal Consiglio dei Ministri del 4 aprile 2019.




QUADRO NORMATIVO

La misura agevolativa è stata introdotta con l’articolo 3 del D.L. n. 145/2013, completamente sostituito dal comma 35 dell’articolo 1 della legge di Stabilità 2015 (l. n. 190/2014).

Successivamente è intervenuta la legge di Bilancio 2017, che:


  • ha esteso di un anno, fino al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, la durata dell’agevolazione;

  • ha fissato, a partire dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (2017, per le imprese con periodo di imposta coincidente con l’anno solare), la misura del credito di imposta al 50% per tutti i costi ammissibili;

  • ha innalzato da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito che ciascuna impresa può maturare;

  • ha esteso la platea dei soggetti beneficiari alle imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti.


Con il decreto Dignità, invece, sono stati esclusi dai costi ammissibili quelli sostenuti per l’acquisto, anche in licenza d’uso, dei diritti di privativa industriale e degli altri beni immateriali derivanti da operazioni intercorse con imprese appartenenti al medesimo gruppo.


DISCIPLINA VIGENTE FINO AL 31 DICEMBRE 2020


La disciplina è stata nuovamente innovata con la legge di Bilancio 2019. La revisione ha investito sia aspetti di ordine sostanziale sia aspetti formali e documentali.


Le modifiche di ordine sostanziale, entrate in vigore dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018 (2019 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare) hanno riguardato in particolare:


  • le spese di personale, che sono state differenziate tra spese per il personale titolare di rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, e spese per il personale titolare di altri rapporti di lavoro diversi dal lavoro subordinato (lavoratori autonomi, collaboratori, ecc.);

  • le spese relative alla ricerca commissionata, che è stata distinta tra quella affidata a Università, enti e organismi equiparati nonché a imprese rientranti nella definizione di start-up e PMI innovative e quella affidata ad altri soggetti;

  • l’inclusione tra le spese agevolabili dei costi sostenuti per l’acquisto di materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo, anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale. Tali spese possono essere escluse dal calcolo del credito di imposta nel caso in cui l'inclusione del costo dei beni previsti tra le spese ammissibili comporti una riduzione dell'eccedenza agevolabile;